La Politica della realtà, l'ancora dei valori
La politica è totalmente cambiata, sono cambiati gli approcci e il ritmo degli avvenimenti a cui è chiamata a dare precise risposte; le decisioni si prendono, oramai, in presa diretta e chi si ferma è perduto. Sono i tempi incalzanti della vita moderna che hanno contagiato anche la politica ,una volta calma e temporeggiatrice. Quello che fino a ieri sembrava assurdo ,oggi si è realizzato e gli scenari sono in continua evoluzione. Questo avviene sullo scacchiere mondiale, ma anche in Italia. Dopo anni di governi formati proporzionalmente, perchè gli elettori sceglievano ed avevano la possibilita' di farsi rappresentare da "minoranze culturali", oggi gli stessi elettori scelgono da che parte stare e vogliono una semplificazione bipolare che ritengono naturale, piu' pratica e meno costosa.
Rimanere fermi a valutazioni magari giuste, ma non piu' attuali pone una forza politica in un cono d'ombra di inutilita' ed emarginazione.Allora la politica delle alleanze diventa decisiva ed è chiaro che un movimento che si riconosce nei valori e nei principi della destra italiana ed europea deve ricercare con forza affinita' programmatiche con l'attuale coalizione di governo. Non è concepibile pensare di dare vita a terzi poli, questo non solo è velleitario, ma condanna a sicura morte politica un'intera comunita'.
Oggi è il momento delle scelte,o di qua o di la', ed occorre essere comunita'umana condizionante nel centro destra, per affermare , non annacquare le nostre opzioni culturali,sociali,politiche.
Il coraggio delle scelte mi fece aderire ad un nuovo, nascente partito per appoggiare Silvio Berlusconi nello sforzo di mandare a casa le sinistre ed il governo Prodi; era il momento in cui AN prendeva le distanze dalla svolta di Piazza San Babila, toni duri che non serve ripetere , ma, per me ,inaccettabili e con tanti amici cercammo di coagulare il massimo consenso degli elettori e del popolo della destra verso l'alleanza con il PDL. Sappiamo il seguito e non ripeto cose conosciute, ma oggi è innegabile che l'Italia è governata da chi volevamo e vogliamo noi(potrete leggere un articolo scritto su Libero il 17 novembre 2007che testimonia la coerenza di una posizione)e ,dunque, chiudersi nel rancore e nell'estremismo porta all'isolamento e alla morte politica. Sempre in una rubrica a parte sara' possibile, per chi lo vuole, leggere le lettere con cui l'amico Paolo Casolari ed il sottoscritto hanno lasciato La Destra, lettere che ricalcano ed interpretano i sentimenti di 5000 aderenti alla Costituente di quel partito che non hanno rinnovato l'iscrizione e che ci chiedono, unitamente a tanti dirigenti, di interpretare e di essere artefici del futuro della nostra cara Italia, di non subire gli interessi particolari e collocarci nel solco dell'interesse generale.A questo punto tanti penseranno:mac'è bisogno di un altro partito?
Che il voto degli italiani abbia chiaramente scelto un sistema bipolare ,destinando la propria preferenza al PDL o al PD è innegabile, che la politica delle alleanze sia indispensabile è altrettanto certo, ma è altresi' vero che per la prima volta milioni di persone non sono rappresentate in Parlamento e noi dobbiamo interrogarci su come essere protagonisti e punto di riferimento di una grande fetta della societa' esclusa e che va recuperata.
Per questo si deve costruire giorno dopo giorno l'alleanza, radicandosi tra la gente, regionalizzandosi, valorizzando il territorio,recuperando una societa' distrutta dal pensiero e dall'azione cattocomunista. Non è cosa semplice. Oggi la politica è, haimè, debolissima, posposta a logiche affaristiche e deve fare i conti con dinamiche istituzionali e con una mancanza di dialogo all'interno dei partiti che spesso impediscono il confronto su proposte qualificantie.é neccessario rimboccarsi le maniche e senza fretta, con intelligenza dobbiamo prepararci a riempire gli enormi spazi che si aprono davanti a noi. Ecco ,quindi, il nuovo messaggio federale. Da destra, elemento dinamico della politica italiana. Niente di fisso,niente di stabile, niente di definitivo, oggi nemmeno per un'azienda ,nell'era della globalizzazione, della finanza che oltrepassa il fattore produttivo, delle crisi energetiche,delle tensioni politico/religiose/sociali, è possibile restare a guardare. figurarsi per un partito politico. Costruiamo una Destra moderna, una pluralita' federale che consideri le differenze culturali e sociali che connotano il paese, valorizzando molto le realta' periferiche, responsabilizzando gli amministratori locali sostenendo un federalismo fiscale che da un lato mostri capacita' di spesa e di investimento dei sacrifici dei contribuenti e dall'altro produca una reale solidarieta' alle zone piu' bisognose, superando ogni forma di assistenzialismo clientelare e mortificante.
