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Morselli a Storace

 

Caro Francesco,

 

un anno fa ho aderito alla Destra per realizzare un grande movimento che contribuisse al governo dell'Italia, sostenendo Silvio Berlusconi ed il suo progetto alternativo alla sinistra. Si è trattato di una fase costituente difficile ed esaltante, che ci ha visto impegnati al limite delle nostre energie.

Le elezioni politiche anticipate hanno ostacolato la crescita ed il radicamento territoriale e l'esito delle urne ha realizzato un quadro bipolare dal quale, piaccia o meno, non si torna indietro.

In questi mesi La Destra si è caratterizzata come partito di lotta al governo, contrastandone ogni provvedimento ed usando toni che sono andati oltre la polemica politica e si sono tramutati in insulti gratuiti, ora nei confronti di Berlusconi, ora dei suoi ministri.

Ho cercato in tutti i modi di farti capire l'assurdità di questo comportamento.

 

Per me questo è inaccettabile, sono di destra, il mio governo è senza mezzi termini il governo Berlusconi, al quale se fossi stato eletto, avrei dato la fiducia.

 

Ora fare politica con rancore e ripicche, collocandosi sempre di più in un'area estrema, pone il partito in un cono d'ombra e condanna l'intera comunità umana ad un isolamento totale ed ad una certa morte politica.

Mi riconosco in questa coalizione di governo, in tutta la maggioranza, non solo nel Pdl, che sta adottando tanti condivisibili provvedimenti, anche in linea con il nostro programma elettorale e, come me, si riconoscono tanti elettori e la maggior parte degli aderenti alla costituente che, infatti, non hanno rinnovato la tessera.

E' con rammarico e profonda delusione che lascio il partito per il quale ho dato l'anima per oltre 12 mesi e sciolgo un patto politico che avevano preso con grandi , reciproche speranze.


Anche l'illusione di costruire un partito nuovo, differente dagli altri, dove i rapporti fossero diversi e' miseramente naufragata nel mare dei veleni e del blog.

Peccato

Stefano Morselli